ACQUA CHE SALVA LA VITA
Nel mondo circa 2,2 miliardi di persone – 1 persona su 4 – non hanno accesso a fonti di acqua sicura, mentre quasi metà della popolazione globale vive senza servizi igienico-sanitari di base.
Un’emergenza che in contesti di crisi umanitarie prolungate può essere più letale della guerra.
In paesi dove la popolazione è allo stremo, la mancanza di acqua e igiene è infatti spesso la prima causa di epidemie e malattie infettive: oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno per questo motivo nel mondo.
Per questo in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, che ricorre il 22 marzo, Fondazione Il Fatto Quotidiano ha deciso di essere al fianco di Oxfam Italia lanciando la campagna “Acqua che salva la vita”, che dal 18 al 26 marzo sosterrà la risposta umanitaria portata avanti dall’organizzazione a Gaza, in Cisgiordania e in Libano.
In queste tre aree Oxfam infatti lavora da anni e sta intensificando i propri sforzi per garantire l’accesso all’acqua pulita e a servizi igienici adeguati a migliaia di persone, che nelle ultime settimane stanno vivendo l’impatto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha aggravato ulteriormente una crisi già profondissima.
A Gaza si sopravvive con 2 litri di acqua al giorno
Nei Territori Occupati palestinesi la situazione è drammatica. Dopo oltre 2 anni di conflitto a Gaza oltre l’80% delle infrastrutture idriche è danneggiato o fuori uso e il 97% dell’acqua non è potabile; 1,3 milioni di sfollati vivono in aree prive di servizi igienico-sanitari di base, indispensabili a prevenire la diffusione di epidemie e malattie dovute all’uso di acqua sporca, come il colera o la dissenteria. Le famiglie sopravvivono con quantità minime di acqua distribuite a intermittenza; pozzi, serbatoi e impianti di trattamento sono stati colpiti, mentre il sistema fognario è al collasso. L’estensione del conflitto in Medio Oriente ha ridotto ulteriormente la disponibilità di acqua e beni di prima necessità, i cui prezzi sono schizzati alle stelle: in alcune aree di Gaza City al momento si sopravvive con appena 2 litri d’acqua al giorno a testa. Una situazione che rende evidente il rischio di una catastrofe sanitaria nei prossimi mesi.
Anche in Cisgiordania — soprattutto nelle aree rurali meridionali della provincia di Hebron — demolizioni, espansione degli insediamenti e restrizioni di movimento hanno compromesso l’accesso all’acqua, aggravando l’insicurezza alimentare e aumentando il rischio di sfollamento forzato. I piccoli agricoltori palestinesi e una larga parte della popolazione, non possono contare sulla quantità minima necessaria a far fronte ai bisogni più elementari. Secondo stime della Banca Mondiale, l’acqua per l’irrigazione, ad esempio, raggiunge soltanto il 35% dei terreni agricoli palestinesi, con perdite per l’economia pari al 10% del PIL e disoccupazione per 110.000 lavoratori all’anno.
In Libano l’emergenza colpisce centinaia di migliaia di sfollati
In Libano, già provato da anni di crisi economica e instabilità, l’escalation degli ultimi mesi ha colpito infrastrutture civili e reti idriche essenziali: i bombardamenti e l’invasione israeliana, stanno provocando nuovi e massicci sfollamenti di massa con mezzo milione di persone costrette ad abbandonare le proprie case. Intere comunità nel Sud e nella Bekaa vivono oggi senza accesso regolare all’acqua: serbatoi e stazioni di pompaggio sono stati danneggiati, le scuole trasformate in rifugi sovraffollati e improvvisati, spesso senza acqua potabile né servizi igienici adeguati. Una situazione umanitaria che senza aiuti immediati rischia di precipitare.
COSA RENDE POSSIBILE IL TUO CONTRIBUTO
Il sostegno dei lettori de Il Fatto Quotidiano consentirà di portare acqua sicura e servizi igienico‑sanitari a migliaia di persone in Palestina e in Libano, per salvare vite, proteggere i bambini dalle malattie, restituire dignità e autonomia e creare le condizioni perché le comunità possano di nuovo immaginare il proprio futuro. In particolare, i donatori contribuiranno a:
- Distribuire kit igienico-sanitari (contenenti sapone, prodotti per l’igiene personale e orale, bustine per rendere potabile l’acqua);
- Distribuire kit specifici per donne e ragazze, per la gestione dell’igiene mestruale;
- Portare acqua con autocisterne, per uso potabile e domestico e per abbeverare gli animali, garantendo anche una ripresa di attività economiche;
- Ricostruire e riabilitare infrastrutture e impianti idrici, come pozzi, tubature, punti di distribuzione, e metterli in funzione grazie a pompe solari e generatori;
- Sostenere il lavoro dei partner locali.
La tua donazione garantirà accesso all’acqua sicura alla popolazione, ma è molto di più di un semplice aiuto: in Palestina e in Libano, l’acqua è vita, resistenza e speranza. Grazie per il tuo sostegno.

Raccolta a sostegno di Oxfam Italia
Fondazione Il Fatto Quotidiano e Oxfam Italia insieme per portare acqua pulita alle comunità colpite dal conflitto a Gaza, in Cisgiordania e in Libano
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CHI È OXFAM
Oxfam è un’organizzazione internazionale indipendente, leader globale da più di 80 anni nel rispondere alle crisi umanitarie e nel contrastare le disuguaglianze, con programmi di sviluppo e cambiamento sistemico.
Lavora in Italia e in 78 Paesi del mondo, con team locali e internazionali e centinaia di partner, intervenendo entro 48 ore dall’inizio di un’emergenza, per salvare vite.


