Wounded Palestinians at the al-Shifa hospital, following Israeli airstrikes, in Gaza City, central Gaza Strip, Tuesday, Oct. 17, 2023. (AP Photo/Abed Khaled)
Un’altra catastrofe. E’ come se il mondo stesse implodendo. Guerra
chiama guerra. Certo la striscia di Gaza è luogo da tempo di conflitti e di vite spezzate. Non è una sorpresa sapere l’esistenza di Hamas, come sapere delle condizioni in cui vivono i Palestinesi in quei luoghi.
L’attacco terroristico ai giovani israeliani durante una festa, e gli orrori che
abbiamo visto e di cui siamo venuti a conoscenza hanno scioccato il mondo.
Non potevamo con la nostra Fondazione umanitaria non fare nulla. Abbiamo scelto Medici Senza Frontiere, i soli rimasti fra le realtà organizzate adoperare in condizioni terribili.
Ci consola sapere l’esistenza di queste meravigliose realtà fatte di persone coraggiose che rischiano la loro vita e in più sono costretti a toccare con mano sofferenze atroci. Vedere e operare corpi martoriati compresi quelli di bambini innocenti non è certamente impresa facile.
Comunque la si pensi sulla questione Israele e Palestina, comunque si interpretino le vicende storiche, nessuno di noi vorrebbe vedere persone morire così brutalmente che siano Israeliani che siano Palestinesi.
E’ un concetto molto semplice alla base dell’essere umano. Eppure ci tocca vedere persino gli ospedali colpiti. Giusto per dare il colpo finale a chi c’è dentro. Come possiamo pensare al futuro del clima nel pianeta, all’ambiente, alla sostenibilità alimentare, se l’uomo non smette di fare la guerra.
Oggi parte la nostra raccolta fondi per dare una mano a quei medici eroi che stanno tentando disperatamente di salvare vite umane contando come sempre sulla sensibilità e fiducia dei nostri lettori e sulla consapevolezza che Medici Senza Frontiere farà di tutto per compiere miracoli all’inferno.
GUERRA A GAZA
Raccolta fondi per sostenere Medici Senza Frontiere
La Fondazione Il Fatto Quotidiano in queste ore drammatiche sostiene Medici Senza Frontiere. La raccolta fondi ha l’obiettivo di portare cure ai feriti e reperire forniture mediche a chi sta operando in condizioni estreme per salvare vite umane.
Le donazioni sono gestite in modo trasparente e sicuro grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma fintech aperta a tutti i sistemi di pagamento, caratterizzata da una grande semplicità d’uso.
Un partner tecnologico e strategico che non prevede alcun costo di gestione, né commissioni. Con Tinaba, ogni euro donato è un euro che arriva per intero al destinatario della raccolta.
Oggi, i migranti che transitano per la Val di Susa sono soprattutto famiglie in arrivo dalla rotta balcanica. Ci sono bambini, neonati e donne incinte, tutti esposti, senza mezzi adeguati, alle rigide temperature del luogo.
“Fermiamo il naufragio di civiltà”; “Finisca il rimbalzo di responsabilità”; “Paura e cinico disinteresse uccidono. È tragico che in Europa qualcuno la consideri una questione che non lo riguardi”; “Chiusure e nazionalismi portano a conseguenze disastrose”. Sono anche parole come queste, quelle di un grande uomo che si chiama Francesco, il nostro Papa, esempio di cristianità sia per i laici sia per i cattolici, a spingerci con la Fondazione del Fatto Quotidiano ad affrontare un nuovo progetto.
Siamo stati contattati dalla Croce Rossa Italiana di Val Susa perché la aiutassimo ad assistere i migranti. Dal 2017 la Valle di Susa, naturale corridoio di collegamento tra l’Italia e la Francia, vede il transito di migliaia di persone migranti che tentano di valicare le Alpi in cerca di un futuro migliore; provengono dalla rotta mediterranea o dalla via dei Balcani. Nel compiere questo viaggio si espongono a grandi rischi, specie nel periodo invernale: rischiano di morire di stenti e di freddo.
Il lavoro dei volontari della Croce Rossa Italiana è fondamentale. Hanno l’obiettivo di proteggere i migranti fornendo ogni giorno e ogni notte aiuto materiale (con coperte termiche e bevande calde), informazioni, possibilità di un ricovero notturno o di un intervento in caso di emergenza. Spesso si ritrovano ad assistere intere famiglie con bambini piccoli. E anche in questo caso – come per gli altri progetti che ha in corso la Fondazione, e per i quali in poco tempo abbiamo raggiunto i risultati sperati – vogliamo sottolineare il lavoro meraviglioso dei volontari. Che anche in Valle di Susa ogni giorno, ventiquattr’ore su ventiquattro, assistono persone nel tratto più difficile del loro percorso verso una vita migliore.
Nel mondo circa 2,2 miliardi di persone – 1 persona su 4 – non hanno accesso a fonti di acqua sicura, mentre quasi metà della popolazione globale vive senza servizi igienico-sanitari di base.
Un’emergenza che in contesti di crisi umanitarie prolungate può essere più letale della guerra.
In paesi dove la popolazione è allo stremo, la mancanza di acqua e igiene è infatti spesso la prima causa di epidemie e malattie infettive:oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno per questo motivonel mondo.
Per questo in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, che ricorre il 22 marzo, Fondazione Il Fatto Quotidiano ha deciso di essere al fianco di Oxfam Italia lanciando la campagna “Acqua che salva la vita”, che dal 18 al 26 marzo sosterrà la risposta umanitaria portata avanti dall’organizzazione a Gaza, in Cisgiordania e in Libano.
In queste tre aree Oxfam infatti lavora da anni e sta intensificando i propri sforzi per garantire l’accesso all’acqua pulita e a servizi igienici adeguati a migliaia di persone, che nelle ultime settimane stanno vivendo l’impatto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha aggravato ulteriormente una crisi già profondissima.
A Gaza si sopravvive con 2 litri di acqua al giorno
Nei Territori Occupati palestinesi la situazione è drammatica. Dopo oltre 2 anni di conflitto a Gaza oltre l’80% delle infrastrutture idriche è danneggiato o fuori uso e il 97% dell’acqua non è potabile; 1,3 milioni di sfollati vivono in aree prive di servizi igienico-sanitari di base, indispensabili a prevenire la diffusione di epidemie e malattie dovute all’uso di acqua sporca, come il colera o la dissenteria. Le famiglie sopravvivono con quantità minime di acqua distribuite a intermittenza; pozzi, serbatoi e impianti di trattamento sono stati colpiti, mentre il sistema fognario è al collasso. L’estensione del conflitto in Medio Oriente ha ridotto ulteriormente la disponibilità di acqua e beni di prima necessità, i cui prezzi sono schizzati alle stelle: in alcune aree di Gaza City al momento si sopravvive con appena 2 litri d’acqua al giorno a testa. Una situazione che rende evidente il rischio di una catastrofe sanitaria nei prossimi mesi.
Anche in Cisgiordania — soprattutto nelle aree rurali meridionali della provincia di Hebron — demolizioni, espansione degli insediamenti e restrizioni di movimento hanno compromesso l’accesso all’acqua, aggravando l’insicurezza alimentare e aumentando il rischio di sfollamento forzato. I piccoli agricoltori palestinesi e una larga parte della popolazione, non possono contare sulla quantità minima necessaria a far fronte ai bisogni più elementari. Secondo stime della Banca Mondiale, l’acqua per l’irrigazione, ad esempio, raggiunge soltanto il 35% dei terreni agricoli palestinesi, con perdite per l’economia pari al 10% del PIL e disoccupazione per 110.000 lavoratori all’anno.
In Libano l’emergenza colpisce centinaia di migliaia di sfollati
In Libano, già provato da anni di crisi economica e instabilità, l’escalation degli ultimi mesi ha colpito infrastrutture civili e reti idriche essenziali: i bombardamenti e l’invasione israeliana, stanno provocando nuovi e massicci sfollamenti di massa con mezzo milione di persone costrette ad abbandonare le proprie case. Intere comunità nel Sud e nella Bekaa vivono oggi senza accesso regolare all’acqua: serbatoi e stazioni di pompaggio sono stati danneggiati, le scuole trasformate in rifugi sovraffollati e improvvisati, spesso senza acqua potabile né servizi igienici adeguati. Una situazione umanitaria che senza aiuti immediati rischia di precipitare.
COSA RENDE POSSIBILE IL TUO CONTRIBUTO
Il sostegno dei lettori de Il Fatto Quotidiano consentirà di portare acqua sicura e servizi igienico‑sanitari a migliaia di persone in Palestina e in Libano, per salvare vite, proteggere i bambini dalle malattie, restituire dignità e autonomia e creare le condizioni perché le comunità possano di nuovo immaginare il proprio futuro. In particolare, i donatori contribuiranno a:
Distribuire kit igienico-sanitari (contenenti sapone, prodotti per l’igiene personale e orale, bustine per rendere potabile l’acqua);
Distribuire kit specifici per donne e ragazze, per la gestione dell’igiene mestruale;
Portare acqua con autocisterne, per uso potabile e domestico e per abbeverare gli animali, garantendo anche una ripresa di attività economiche;
Ricostruire e riabilitare infrastrutture e impianti idrici, come pozzi, tubature, punti di distribuzione, e metterli in funzione grazie a pompe solari e generatori;
Sostenere il lavoro dei partner locali.
La tua donazione garantirà accesso all’acqua sicura alla popolazione, ma è molto di più di un semplice aiuto: in Palestina e in Libano, l’acqua è vita, resistenza e speranza. Grazie per il tuo sostegno.
Acqua che salva la vita
Raccolta a sostegno di Oxfam Italia
Fondazione Il Fatto Quotidiano e Oxfam Italia insieme per portare acqua pulita alle comunità colpite dal conflitto a Gaza, in Cisgiordania e in Libano
Oxfam è un’organizzazione internazionale indipendente, leader globale da più di 80 anni nel rispondere alle crisi umanitarie e nel contrastare le disuguaglianze, con programmi di sviluppo e cambiamento sistemico.
Lavora in Italia e in 78 Paesi del mondo, con team locali e internazionali e centinaia di partner, intervenendo entro 48 ore dall’inizio di un’emergenza, per salvare vite.
Oltre la C di Corporate: Comunità, Cultura, Cittadinanza attiva. Verso una nuova era della CSR.
Il 10, 11 e 12 marzo 2026 torna la Settimana della (vera) C*SR, un ciclo di incontri online e gratuiti dedicati al rapporto tra imprese e organizzazioni del Terzo Settore. Tre mattine di confronto per capire come costruire collaborazioni efficaci tra aziende e realtà sociali, andando oltre le tradizionali iniziative di responsabilità sociale d’impresa.
L’evento, giunto alla quarta edizione, nasce con un obiettivo preciso: aiutare associazioni, fondazioni e organizzazioni non profit a dialogare meglio con il mondo aziendale e a sviluppare progetti capaci di generare valore per la comunità. Sempre più imprese, infatti, scelgono di sostenere iniziative sociali, culturali o ambientali, ma perché queste collaborazioni funzionino davvero servono visione, metodo e relazioni solide.
Proprio per questo la Settimana della (vera) C*SR mette allo stesso tavolo chi lavora nelle aziende e chi opera nel Terzo Settore, creando uno spazio di confronto concreto su cosa rende davvero efficace una partnership tra profit e nonprofit.
Durante le tre giornate si alterneranno rappresentanti di grandi aziende e fondazioni d’impresa che racconteranno esperienze dirette di collaborazione con il mondo sociale. Tra gli ospiti ci saranno Marco Beghini, Global Sustainability Director di Barilla Group, Anna Lo Iacono, Head of Sustainability di Fastweb + Vodafone, Valeria Vallari, Responsabile Terzo Settore di UniCredit, Claudia Angelini, Country Manager per l’Italia di ST Foundation, Simone Rota, Community Manager di Fondazione Il Fatto Quotidiano e Aldo Mastellone, Senior Corporate Affairs Manager Italy di Mars.
L’obiettivo non è fare teoria, ma portare casi concreti e progetti reali, raccontando cosa funziona davvero quando un’azienda decide di sostenere un progetto sociale: come nascono le collaborazioni, quali criteri guidano le scelte delle imprese e quali errori possono far fallire una proposta ancora prima di iniziare.
I webinar si terranno dalle 10.00 alle 11.30dal 10 al 12 marzo e saranno condotti da Valerio Melandri, fondatore del Festival del Fundraising. Ogni mattina sono previste due interviste da circa venti minuti ciascuna, seguite da uno spazio di domande e risposte dal vivo. Un formato pensato per entrare nel merito delle esperienze raccontate e permettere ai partecipanti di confrontarsi direttamente con chi prende decisioni all’interno delle aziende.
Negli anni la Settimana della (vera) CSR è diventata un momento di dialogo sempre più rilevante tra mondo profit e Terzo Settore. Il messaggio alla base dell’iniziativa è chiaro: oggi la sigla “CSR” non può più limitarsi alla parola “Corporate”, ma deve includere anche comunità, cultura e cittadinanza attiva, perché il valore sociale nasce quando imprese e organizzazioni collaborano in modo autentico.
Per molte organizzazioni sociali questa è anche un’occasione per capire meglio come ragionano le aziende quando valutano una proposta di collaborazione: quali elementi rendono credibile un progetto, quali errori vengono commessi più spesso e come trasformare una semplice richiesta di sostegno in una vera partnership.
La partecipazione alla Settimana della (vera) C*SR è gratuita e aperta a tutti. I webinar si svolgeranno online dal 10 al 12 marzo 2026, dalle 10.00 alle 11.30.
Noi di Fondazione Il Fatto Quotidiano abbiamo affiancato ancora più convinti City Angels in questo nuovo progetto: in una realtà spesso dominata dall’egoismo e dall’indifferenza, i City Angels sono una testimonianza vivente del potere trasformativo dell’amore e della generosità, dimostrando che anche nel caos delle città moderne, l’umanità e la solidarietà possono ancora fiorire.
La Fondazione ha già provveduto all’erogazione della quota necessaria all’acquisto del veicolo indicato in anticipo rispetto all’avvio della campagna di raccolta fondi. Il contributo complessivo per l’acquisto del furgone è stato pari 23.650 euro.
Grazie ancora una volta alla nostra Community! E’ stupendo avervi a fianco in ogni nostra iniziativa.
La loro missione umanitaria è quella di aiutare chiunque abbia bisogno, sulla strada, a cominciare dai senza fissa dimora. Ogni sera, in ogni città in cui operano, sono per strada a portare loro coperte, vestiti, sacchi a pelo, cibo, bevande calde d’inverno e fresche d’estate. Ma non si limitano a questo: le attività dei City Angels sono molteplici e variegate, adattandosi alle esigenze mutevoli delle 20 città italiane e 2 svizzere in cui operano ogni giorno, come, ad esempio, aiutare la signora anziana a portare le borse pesanti della spesa; fornire informazioni ai turisti; accompagnare a casa donne che temono aggressioni; assistere animali feriti o maltrattati… sono sempre pronti a tendere una mano a chi cerca e ha bisogno di aiuto!
Ritorna anche quest’anno WISHOPe, primo e-shop per offrire un dono ai più fragili che non si limita a un’offerta in denaro, nato nel 2023.
Dopo i risultati delle prime due edizioni – circa 67.000 euro raccolti, 2.000 sostenitori, più di 2.600 persone aiutate e oltre 3.000 volontari- l’iniziativa cresce. L’obiettivo rimane quello di dare, attraverso un modo più personale e immediato, un aiuto concreto a chi vive un momento di difficoltà.
L’edizione 2025 vede la collaborazione di diversi enti – Croce rossa italiana- Comitato di Milano, Pane Quotidiano, City Angels, Portofranco, la Fondazione il Fatto Quotidiano e la Fondazione Bambino Gesù – che affiancheranno Tinaba nella distribuzione dei beni. Attraverso la piattaforma sarà possibile scegliere tra pacchi alimentari, beni di prima necessità, kit studenti e box dedicati ai pazienti più piccoli, ogni dono sarà personalizzabile con un messaggio di auguri, di amore e speranza.
Per partecipare basterà collegarsi al sito https://wishope.tinaba.it e potrai scegliere uno o più regali da donare, riceverai poi una testimonianza della consegna accompagnata da un badge di partecipazione all’iniziativa.
Quest’anno per la consegna dei regali ai senzatetto i City Angels potranno avvalersi del furgone donato dalla community del Fatto Quotidiano tramite la nostra Fondazione.
Le donazioni sono gestite in modo trasparente e sicuro grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma fintech aperta a tutti i sistemi di pagamento, caratterizzata da una grande semplicità d’uso.
Un partner tecnologico e strategico che non prevede alcun costo di gestione, né commissioni. Con Tinaba, ogni euro donato è un euro che arriva per intero al destinatario della raccolta.
La Fondazione Il Fatto Quotidiano ha affiancato Medici Senza Frontiere con una quarta raccolta fondi per sostenere gli operatori sanitari di Medici Senza Frontiere a Gaza. Il loro impegno è una risposta concreta alle esigenze di chi vive la tragedia di un conflitto e il nostro sostegno è il modo che conosciamo per non girarci dall’altra parte, arrivando alla cifradi € 88.996,81 per contribuire al loro lavoro nelle zone colpite e distrutte dai bombardamenti.
A Gaza dopo la tregua sono continuate le ondate di violenza, sono ancora molti i morti e i feriti. La presenza di Medici Senza Frontiere resta imprescindibile per continuare a fornire le cure e l’assistenza necessarie ad un popolo quello palestinese ormai esausto.
Le emergenze mediche sono enormi: ci sono pazienti malnutriti, persone con infezioni da cibo e acqua infetta, malattie respiratorie. Ci sono le bombe inesplose che causano nuovi incidenti, soprattutto tra i bambini. Gaza è la popolazione con il più alto numero di bambini amputati al mondo che hanno bisogno di interventi, sedie a rotelle e stampelle.
La nostra raccolta fondi lanciata il 4 ottobre scorso in memoria di Mauro Del Corno, ha raggiunto la cifra considerevole di 88.996,81 euro. Come sempre in questi anni, non potevamo restare fermi con la nostra Fondazione umanitaria. La campagna per supportare Medici Senza Frontiere ha raggiunto due grandi obiettivi: informare ed agire insieme.
La sensibilità e l’attenzione della nostra community ancora una volta si sono dimostrate una certezza; la quota raccolta e devoluta a Medici Senza Frontiere è la somma di più azioni che hanno visto coinvolti in primis come sempre voi donatori ma anche le nostre redazioni e i collaboratori / dipendenti di tutta SEIF:
€ 59.221,42 raccolti sul sito della Fondazione;
€ 12.930: ricavi derivanti dalla vendita edicola del 4 Ottobre con l’inserto speciale “Gaza due anni all’inferno” (50 centesimi a copia)
€ 716,50: ricavi derivanti dalla vendita dell’inserto digitale “Gaza due anni all’inferno” (0,50 centesimi a copia)
Grazie alla raccolta fondi della Fondazione e al sostegno dei donatori, a luglio sono stati completati i lavori di ristrutturazione degli spazi di Alcatraz e dal 1° agosto è iniziata l’attività, con l’assunzione della prima donna coinvolta nel progetto, sopravvissuta a una storia di violenza di genere, una storia tutta italiana. Una storia che ci fa rendere conto di quanto la violenza sulle donne sia radicata nella nostra cultura e di quanto siano importanti i progetti che danno la prospettiva di un futuro di autonomia e dignità a tutte quelle donne che, con tutta la loro forza, la determinazione, e il coraggio hanno scelto di prendere il timone della propria vita per cambiarla completamente.
Ora il laboratorio biologico è operativo e sta lanciando i pacchetti natalizi solidali, con tisane e sacchetti cuciti dalla sartoria sociale, decorati da un disegno di Dario Fo. Nel frattempo proseguono i lavori per l’orto, la piantumazione delle erbe officinali e la raccolta delle olive, mentre la formazione del personale del futuro ristorante continua sotto la guida del gastronomo Marino Marini.
I prossimi obiettivi sono: completare le licenze e inaugurare il ristorante, saldare le spese della ristrutturazione, avviare 10 tirocini formativi per donne in collaborazione con i Centri Antiviolenza, trovare uno sponsor per la sartoria sociale e adottare alcuni asinelli e caprette per l’agriturismo.
La raccolta fondi della Fondazione Il Fatto Quotidiano si ferma in questa prima fase, ma chi vorrà potrà continuare a sostenere Kore de Alcatraz direttamente, attraverso le iniziative e i prodotti solidalidel progetto.
Kore de Alcatraz è un sogno che sta diventando realtà, grazie all’aiuto di tutti.
Più di 64.000 persone sono state uccise, tra cui 20.000 bambini. Il bilancio è probabilmente molto più alto, considerando che molte altre persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie.
Non c’è nessun luogo sicuro a Gaza. Anche se le strutture sanitarie dovrebbero essere protette, gli ospedali sono stati bombardati e le strutture mediche sono state saccheggiate, mettendo in pericolo la vita di personale e pazienti. Oggi nessun ospedale a Gaza è pienamente funzionante. Quelli che rimangono parzialmente operativi sono sovraffollati e gravemente carenti di forniture salvavita.
A Gaza la situazione è ormai irreversibile. Nei volti dei colleghi palestinesi e dei pazienti che MSF cura leggiamo la perdita di ogni speranza. I bombardamenti continuano a colpire abitazioni, ospedali e persone innocenti.
Gli ospedali parzialmente funzionanti in tutta la Striscia sono allo stremo, a causa della grave mancanza di personale, forniture e carburante, mentre i pazienti affrontano ostacoli immensi per raggiungere le strutture sanitarie, arrivando spesso troppo tardi e in condizioni critiche.
Nella parte meridionale di Gaza, le équipe di MSF continuano a fornire grazie al vostro aiuto cure mediche essenziali. A Khan Younis, all’ospedale Nasser dove MSF gestisce anche tre centri di assistenza sanitaria di base. Nella zona centrale, dove MSF sostiene il pronto soccorso e la clinica per il trattamento delle ferite dell’ospedale Al-Aqsa e gestisce due ospedali da campo a Deir Al-Balah.
La Fondazione Il Fatto Quotidiano in queste ore drammatiche sostiene Medici Senza Frontiere. Il tuo aiuto è essenziale. Dona ora per sostenere cure mediche, acqua, vaccinazioni e la dignità di chi non ha più nulla. Ma soprattutto insieme porteremo umanità e speranza.
In memoria di Mauro Del Corno
In questi giorni Mauro Del Corno sarebbe sceso (ancora) in piazza per Gaza. In redazione avrebbe seguito le notizie di cronaca che arrivano dalla Striscia grazie al lavoro dei colleghi locali, uccisi a centinaia mentre facevano il proprio lavoro. E sui social avrebbe smascherato i balbettii dei leader politici incapaci di azioni concrete e parole chiare contro l’intervento militare di Israele e l’orrore del genocidio nei confronti del popolo palestinese. Gaza era per lui un assillo da molto prima che la portata estrema di quello che sta succedendo dal 7 ottobre 2023 fosse sotto gli occhi di tutti. Purtroppo non ha fatto in tempo a spendersi per sostenere gli attivisti della Flotilla perché è mancato improvvisamente all’inizio di agosto.
In memoria di Mauro e del suo impegno, la Fondazione il Fatto Quotidiano ha deciso di dedicare alla sua memoria la nuova raccolta fondi per supportare le attività di Medici senza frontiere a Gaza.
Gaza, due anni all’inferno
Raccolta a sostegno di Medici Senza Frontiere
Abbiamo avviato la quarta raccolta fondi per dare una mano agli operatori sanitari di MSF che stanno tentando disperatamente di salvare vite umane.
Le donazioni sono gestite in modo trasparente e sicuro grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma fintech aperta a tutti i sistemi di pagamento, caratterizzata da una grande semplicità d’uso.
Un partner tecnologico e strategico che non prevede alcun costo di gestione, né commissioni. Con Tinaba, ogni euro donato è un euro che arriva per intero al destinatario della raccolta.
Abbiamo scelto di affiancare nuovamente City Angels. Ripartiamo con la nostra seconda raccolta fondi per dare una mano agli Angeli delle Città. I City Angels sono una rete di volontari, individui ordinari mossi da un eccezionale spirito di altruismo e compassione. Non c’è compenso né gloria per il loro lavoro; la loro ricompensa è la gratitudine negli occhi di coloro che aiutano.
La loro missione umanitaria è quella di aiutare chiunque abbia bisogno, sulla strada, a cominciare dai senza fissa dimora. Ogni sera, in ogni città in cui operano, sono per strada a portare loro coperte, vestiti, sacchi a pelo, cibo, bevande calde d’inverno e fresche d’estate. Ma non si limitano a questo: le attività dei City Angels sono molteplici e variegate, adattandosi alle esigenze mutevoli delle 20 città italiane e 2 svizzere in cui operano ogni giorno, come, ad esempio, aiutare la signora anziana a portare le borse pesanti della spesa; fornire informazioni ai turisti; accompagnare a casa donne che temono aggressioni; assistere animali feriti o maltrattati… sono sempre pronti a tendere una mano a chi cerca e ha bisogno di aiuto!
La Fondazione Il Fatto Quotidiano, condividendo gli ideali e i principi di City Angels ha finanziato l’acquisto di specifico mezzo di trasporto (modello: Peugeot Partner Standard PureTech) con l’obiettivo di sostenere l’attività di assistenza ai bisognosi.
Per portare coperte, viveri, aiuto e dignità a migliaia di persone che ne hanno bisogno nelle nostre città, serve un mezzo sicuro ed efficiente. La nostra Fondazione ha già anticipato i costi per l’acquisto del furgone (23.650 euro). Ora tocca a noi, insieme a voi, coprire questa donazione e sostenere la loro missione.
I City Angels non si fermano mai. Possiamo farli arrivare ancora più lontano. Mettiamo in moto la solidarietà.
Sosteniamo City Angels
UN MEZZO IN PIÙ, PER ESSERE OVUNQUE CI SIA BISOGNO.
I City Angels non si fermano mai. Tu puoi farli arrivare ancora più lontano.
Le donazioni sono gestite in modo trasparente e sicuro grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma fintech aperta a tutti i sistemi di pagamento, caratterizzata da una grande semplicità d’uso.
Un partner tecnologico e strategico che non prevede alcun costo di gestione, né commissioni. Con Tinaba, ogni euro donato è un euro che arriva per intero al destinatario della raccolta.
Da ventuno anni grazie all’impegno del Parroco della SS. Annunziata Don Cesare Benedetti e di alcuni cittadini sensibili alle condizioni di palese bisogno e disagio sociale, Il Centro Sociale dell’Annunziata ODV fornisce accoglienza, un pasto caldo quotidiano e un servizio docce a chi ne ha bisogno per Carrara e tutta la sua provincia.
L’associazione Caritas dell’Annunziata non ha scopo di lucro e si prefigge esclusivamente finalità di solidarietà sociale. I locali dove si svolgono le attività dell’Associazione sono di proprietà del Comune e sono stati concessi al Centro in comodato d’uso; tali attività, accoglienza, servizio mensa, servizio sala, docce e non ultimo segreteria, sono svolte quasi esclusivamente da circa settanta volontari che si alternano in turni giornalieri prestabiliti. L’Associazione collabora inoltre con la Caritas Parrocchiale, che distribuisce pacchi alimentari con cadenza quindicinale alle famiglie meno abbienti, e con altri enti che perseguono le stesse finalità. Nel tempo ai sopraddetti servizi si è aggiunto quello di lavanderia.
All’apertura del Centro, la frequenza era rappresentata prevalentemente da stranieri, provenienti da paesi extraeuropei nel corso degli ultimi anni, a causa delle crisi economiche succedutesi a partire dal 2008, il numero di ospiti di cittadinanza italiana è costantemente aumentato, spinto da un incremento della povertà locale.
Il servizio mensa consiste nella somministrazione di un pasto caldo tutti i giorni, comprese le domeniche e i giorni festivi. Il servizio docce è fruibile tutti i giorni, secondo un orario prestabilito, tranne il sabato e giorni festivi. Nel corso di questi anni sono stati erogati più di venti mila pasti all’anno toccando punte di 80/90 pasti al giorno, attualmente serviamo una media di 50 pasti al giorno, mentre il servizio docce è stato utilizzato all’incirca 800/900 volte.
All’inizio della nostra attività la maggioranza degli utenti era straniera, nel tempo abbiamo constatato un notevole incremento di italiani, arrivando ad una percentuale di 50 a 50.
Alle esigenze legate alla produzione e distribuzione pasti si unisce l’urgente richiesta di ottimizzare il servizio erogato del Centro realizzando un’accoglienza notturna con una decina di posti letto dotati di servizi igienici (in area adiacente alla mensa del Centro).
In un momento in cui le richieste di aiuto aumentano – da parte di cittadini italiani e stranieri sul territorio – abbiamo bisogno di tutti.
Da queste premesse nasce la nuova campagna di raccolta fondi della nostra Fondazione, con due obiettivi concreti a sostegno del Centro Sociale dell’Annunziata ODV:
Creare un magazzino-dispensa collegato alla cucina, per far fronte all’aumento dei pasti giornalieri
Migliorare l’accoglienza e aumentare i posti letto per chi non ha una casa
CENTRO SOCIALE DELL’ANNUNZIATA ODV
Un pasto in più. Un letto in più. Una speranza in più.
La Fondazione Il Fatto Quotidiano affianca Il CENTRO SOCIALE DELL’ANNUNZIATA ODV per la realizzazione di un dormitorio e l’ampliamento della sala mensa.
A nord dell’Uganda esiste un luogo che pochi conoscono, il campo di Palabek. Chiamarlo “campo” è riduttivo perché lì vivono 70mila persone, rifugiati che arrivano dal Sud Sudan, che hanno fatto di quella terra la loro casa. Alessio Boni ha visitato questa realtà e, insieme a Roberto Vignola, vicedirettore di Cesvi, l’organizzazione che dall’aprile 2017 fornisce molto più che assistenza a chi vi arriva, ha prestato il suo volto e la sua voce per “Lo sguardo dell’altro”, un documentario che si potrà vedere a Milano, il 5 giugno alle 21.15 all’Anteo (il link per prenotare i posti).
Con il sostegno della Fondazione de il Fatto Quotidiano, la serata sarà dedicata alla visione del documentario e a una discussione proprio tra Boni – ambasciatore di Cesvi dal 2011 – e Vignola con la moderazione della giornalista, sempre del Fatto, Elena Rosselli. Obiettivo: far conoscere più persone possibili le storie di chi, pur provenendo dal dramma di una guerra civile, arriva a Palabek e riceve l’opportunità di ricostruirsi una vita: con una casa, con l’assistenza medica, con l’istruzione, con la possibilità di coltivare la terra e gestirne i frutti, in una parola riceve speranza.
Oggi ci teniamo a ringraziare tutte le persone che hanno scelto di sostenere la partenza di questa avventura, le donazioni ricevute contribuiscono a trasformare vite e creare opportunità per chi ne ha bisogno.
GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!
La raccolta fondi ha superato gli 11.000 euro!
E così abbiamo potuto dare l’acconto per i nuovi arredi e attrezzature per la cucina, necessari per riaprire il ristorante.
Vi abbiamo già raccontato quialcune storie di donne che abbiamo incontrato durante i colloqui per la selezione del primo gruppo di beneficiarie che verranno inserite in questa fase di partenza. Allo stesso link trovate anche una stima dei costi dell’intero progetto.
La Fondazione Fatto Quotidiano, partner del progetto, ha lanciato a febbraio una raccolta fondi per sostenere l’avvio delle attività: DONA ORA
Lo stato delle cose e i prossimi traguardi
Forti del vostro sostegno il 12 marzo, in una bella giornata di sole, è stata costituita, con ben 9 soci fondatori, la Cooperativa Sociale Kore de Alcatraz da un notaio di Foligno, pignolo ma simpatico. Gabriella, Claudia, Silvia, due Valentine (una non ci bastava), Mattea, Elisa, e le quote azzurre Stefano e Cesare, quest’ultimo promosso a Presidente.
– Intorno al 15 aprile inizieranno i lavori per la rifunzionalizzazione degli spazi della cucina e dei bagni (si… dobbiamo aggiungere due bagni…), e conseguentemente arriveranno i nuovi elementi della cucina (i fuochi, il forno, gli arredi, tutto a norma…).
– Dal 29 aprile al 4 maggio lavoreremo con i nostri volontari dell’Alcatraz Gang (https://www.alcatraz.it/alcatraz-gang/) per la sistemazione dell’area residenziale, l’allestimento degli appartamenti che accoglieranno le donne beneficiarie, la sistemazione dei giardini e piccoli lavori di manutenzione.
– Intorno al 20 maggio arriveranno qui le prime beneficiarie.
– I primi di giugno inizierà il percorso di formazione specifica per ristorazione e hospitality che durerà tre settimane.
–Il fine settimana dal 4 al 6 luglio ci sarà la prima apertura ufficiale, con grande festa!Da quel giorno in avanti sarà possibile venire ad Alcatraz e usufruire dei servizi e partecipare alle attività, così da vedere da vicino gli sviluppi del progetto.
Chi siamo e dove siamo Realizzato in collaborazione tra Fondazione Fo Rame ETS e Kore Impresa Sociale Srl No Profit, che vede i due enti partner dell’ATS KO.RA, il progetto si sviluppa nella Libera Repubblica di Alcatraz, nelle colline umbre, combinando accoglienza, formazione e attività produttive in un contesto culturale unico. A disposizione del progetto 300 ettari di terreno, l’azienda agricola, l’agriturismo.
Gli obiettivi che ci siamo dati sono:
– Accoglienza e protezione: Offrire un ambiente sicuro e supporto personalizzato per la ricostruzione della vita personale e professionale a 10 donne e ai/alle loro figli/figlie nei primi 8 mesi del progetto. L’accoglienza residenziale offerta dal progetto si pone anche l’obbiettivo di risolvere l’emergenza abitativa che molto spesso concorre alla situazione di svantaggio di queste persone.
– Sostenibilità economica, sociale e ambientale: Creare un modello replicabile basato su inclusione e empowerment, con uno sguardo attento alla gestione della vita familiare quando è presente un solo genitore. Le donne che non hanno una residenza verranno accolte dalla cooperativa in appartamenti e case condivise in base alla composizione dei nuclei familiari. Le beneficiarie verranno seguite da un’operatrice anti violenza e da uno
psicologo, figure fondamentali nel percorso di ricostruzione della propria autonomia.
– Inserimento lavorativo e formazione specifica: Favorire l’autonomia economica attraverso attività̀ produttive e sociali attivando le seguenti linee di azione.
Agricoltura biologica per una produzione sostenibile: impianto di erbe officinali per la produzione di tisane, mappatura delle erbe spontanee e degli alberi da frutto già presenti, mantenimento degli uliveti esistenti, impianto di orti per la produzione finalizzata alla preparazione di pietanze per il ristorante dell’agriturismo.
Agriturismo e ristorante: formazione specifica per l’ospitalità e il ristorante, costruzione di un menù che valorizzi il territorio e la produzione a chilometro zero, corsi di formazione e inserimento lavorativo per le mansioni necessarie alla funzionalità di cucina, hospitality, accoglienza degli ospiti (gruppi, turisti, scuole), promozione turistica, ma anche tutto ciò che riguarda l’azienda agricola.
Sartoria: Attivazione di un laboratorio di sartoria che abbia l’obbiettivo di una produzione sostenibile e tradizionale, sul modello già attivo nella sede di Roma di KORE. (https://www.korebio.it/cosa-facciamo)
Eventi culturali: programmazione di laboratori e iniziative comunitarie, pacchetti vacanza e corsi di formazione per gruppi, in modo da garantire la sostenibilità economica del progetto e mantenere la tradizionale attività che la Libera Repubblica di Alcatraz ha portato avanti
per 45 anni.
C’è anche MaddalenaOliva, vicedirettrice del Fatto Quotidianotra gli “ambasciatori della prevenzione” nominati alla cerimonia “Ambasciatori in Rosa – Susan G. Komen Italia” che si è svolta nella Sala della Lupa a Montecitorio. Presenti alla cerimonia, oltre al fondatore di Susan G. Komen ItaliaRiccardo Masetti, e alla presidente Daniela Andreina Terribile, anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Tutti coloro che hanno ricevuto il riconoscimento, ha spiegato Terribile, sono stati premiati per il loro impegno nella diffusione dell’importanza della prevenzione sia nella lotta ai tumori al seno che nella tutela della salute femminile. La Fondazione del Fatto Quotidiano negli ultimi anni ha supportato Komen Italia con delle raccolte fondi dedicate ad alcune tappe della Carovana della prevenzione: la carovana ha raggiunto nuove città al nord, al centro e al sud d’Italia per offrire in modo totalmente gratuito tutti gli esami di diagnostica senologica clinica e strumentale per la diagnosi precoce dei tumori del seno.
Presenti alla cerimonia, oltre al fondatore di Susan G. Komen Italia Riccardo Masetti, e alla presidente Daniela Andreina Terribile, anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Empowerment femminile, reinserimento lavorativo e sostenibilità economica e sociale sono le parole chiave su cui si basano gli obiettivi di questo ambizioso progetto, che si propone di offrire formazione, lavoro e supporto a donne sopravvissute alla violenza, ai loro figli, e a persone in condizioni di fragilità.
La Libera Repubblica di Alcatraz, fondata oltre 40 anni fa da Jacopo Fo con l’aiuto dei genitori Franca Rame e Dario Fo, è da sempre un centro attivo con numerosi progetti sociali e culturali. Tante le iniziative ospitate nella sua sede storica immersa nelle colline tra Gubbio e Perugia; nel suo territorio di circa 400 ettari sono presenti strutture ricettive per soggiorni e ristorazione, l’azienda agricola e il parco museo, oltre alle innumerevoli testimonianze dei tanti ospiti prestigiosi che sono stati accolti negli anni.
Oggi, grazie all’impulso dato dalla Fondazione Fo Rame e all’incontro con Kore Impresa Sociale Srl No Profit, il progetto Alcatraz si evolve e si attualizza, ispirandosi all’impegno politico e sociale di Franca Rame e Dario Fo e integrando l’esperienza pluridecennale di aiuto umanitario internazionale che ha dato vita a Kore Impresa Sociale. Kore è già attiva nella produzione etica e nella trasformazione di prodotti agricoli e sartoriali, distribuiti attraverso canali nazionali e finalizzati all’inserimento lavorativo di persone in condizioni di estrema fragilità.
Fondazione Fo Rame – Kore e Libera Repubblica di Alcatraz
Raccolta fondi per sostenere KORE DE ALCATRAZ
Un progetto per il reinserimento lavorativo e sociale di persone vulnerabili e di donne sopravvissute alla violenza
Il cuore della sostenibilità di Kore de Alcatraz sarà l’attività dell’azienda agricola, dove le beneficiarie del progetto potranno acquisire competenze pratiche e professionali, gestendo da subito le attività dell’agriturismo e la coltivazione e trasformazione di prodotti agricoli come erbe officinali, olio e piccoli frutti; questi andranno a implementare il catalogo di KORE, che è già presente sul mercato con la linea di tisane biologiche che già produce e commercializza. Oltre alla linea agricola, come sviluppo successivo, il progetto prevede l’apertura di un laboratorio di sartoria in collaborazione con quello che Kore ha già attivo nella sede di Roma.
Nella sua fase pilota, il progetto “Kore de Alcatraz” prevede l’inserimento di donne e persone vulnerabili beneficiarie selezionate dai percorsi di autonomia promossi da Kore a Roma e dalla Fondazione Corte delle Madri a Pavia (quest’ultima, insieme ad altri partner, forma la rete di sostegno al progetto), persone già pronte per entrare nei processi produttivi e che hanno terminato il percorso di fuoriuscita dalla violenza. Contemporaneamente, nei primi mesi di attività, il progetto si concentrerà sulla creazione di una rete territoriale e sul coinvolgimento delle realtà attive del terzo settore nella provincia di Perugia, con l’obiettivo di garantire inserimenti lavorativi protetti a livello locale, in linea con le esigenze del progetto. Le persone coinvolte saranno supportate in un ambiente sicuro, che favorisce la loro riabilitazione e crescita personale. All’interno del parco di Alcatraz alcune strutture verranno rifunzionalizzate per dare alloggio alle utenti impegnate nel progetto.
Le donazioni sono gestite in modo trasparente e sicuro grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma fintech aperta a tutti i sistemi di pagamento, caratterizzata da una grande semplicità d’uso.
Un partner tecnologico e strategico che non prevede alcun costo di gestione, né commissioni. Con Tinaba, ogni euro donato è un euro che arriva per intero al destinatario della raccolta.
La Fondazione Il Fatto Quotidiano ha affiancato Medici Senza Frontiere con una terza raccolta fondi per sostenere gli operatori sanitari di Medici Senza Frontiere in Libano. Il loro impegno è una risposta concreta alle esigenze di chi vive la tragedia di un conflitto e il nostro sostegno è il modo che conosciamo per non girarci dall’altra parte, arrivando alla cifradi € 59.139,00 per contribuire al loro lavoro nelle zone colpite dai bombardamenti.
“Sono Monica Minardi e sono nel sud del Libano come coordinatrice medica di MSF. Vi parlo da una clinica mobile nella regione di Qana e Seddiquine. Le cliniche mobili coprono circa 30 villaggi in questa che è una zona molto colpita dai bombardamenti, malgrado il “cessate il fuoco” che viene spesso violato. Qui c’è bisogno di assistenza sanitaria per le persone con malattie croniche, supporto psicologico e servizi di promozione della salute come distribuzione di materiale sanitario, cuffiette, coperte e approvvigionamento di acqua potabile.
Sappiamo che siamo arrivati a 60.000 euro con l’ultima azione della Fondazione del Fatto Quotidiano e ci tengo a ringraziarvi perché la vostra solidarietà è importantissima per noi, non solo dal punto di vista finanziario ma anche per per la vostra vicinanza umana”.
Anche grazie alla tua donazione siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Ogni contributo è stato fondamentale per il risultato tempestivo e per la chiusura della raccolta dei fondi necessari.
WISHOPe, nata in collaborazione con la Fondazione il Fatto Quotidiano, Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano, Pane Quotidiano, City Angels e Portofranco, si distingue per il suo approccio unico alle donazioni: invece di versare una somma in denaro, i sostenitori possono scegliere un regalo concreto per persone in difficoltà. Grazie al contributo di aziende partner come Migross, Carrefour, Docks, Intsyde e Bitre, che forniscono i beni a prezzo di fabbrica, l’e-shop permette di regalare prodotti di prima necessità, dal cibo agli indumenti, personalizzando ogni regalo con un messaggio di auguri.
Sarà possibile scegliere di regalare beni essenziali per l’infanzia, uno zaino per un adolescente, cibo per una famiglia o un capo caldo per un senzatetto, personalizzando la consegna con un proprio messaggio di auguri.
In questo modo i sostenitori potranno far arrivare ai destinatari un dono fisico facendoli così sentire parte della propria famiglia.
L’iniziativa interesserà alcune principali città e tutto il territorio nazionale.
Gli acquirenti dei doni potranno scegliere a chi fare il proprio regalo di Natale e il messaggio di auguri optando tra i principali sistemi di pagamento in uso.
Tutti i sostenitori riceveranno una testimonianza diretta della consegna dei regali, oltre a un badge di partecipazione all’iniziativa.
Fai un regalo oggi e rendi speciale il Natale di qualcuno altro!
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